Teatro e Psicoterapia - Giovanni Porta Psicoterapeuta Gestalt

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"La leggerezza ha delle radici profonde"
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Il mio approccio
Vivendo, siamo sia attori sia narratori delle vicende che ci accadono. Il racconto che ne facciamo è il sapore della nostra vita. Le emozioni che proviamo vivendo riempiono la nostra vita di un sapore intenso e unico, oppure originano un sapore spiacevole, amaro, magari vecchio e stantio. Le nostre emozioni dirigono il gusto della nostra vita. Emozioni spiacevoli che si ripetono di frequente sono sintomo che qualcosa non va, che ci manca qualcosa di importante che vorremmo e non troviamo il modo di raggiungere, e allora può accadere che la nostra vita ci appaia ripetitiva come un film già visto, noiosa, monotona e senza sbocchi. Questo è il momento di cambiare qualcosa.


Cambiare, però, non è facile: non è facile e fa paura. Ci vuole coraggio per rompere il guscio dell’abituale e sperimentare nuovi comportamenti, luoghi, persone. Quando usciamo dal nostro abituale “spazio di confort” proviamo paura, ma anche eccitazione,  respiriamo finalmente aria nuova nei nostri polmoni. Paura ed eccitazione si mescolano facendoci sentire di nuovo vivi. Rischiamo di sentirci felici..


Ma per arrivare a quel punto bisogna riuscire ad affrontare le proprie paure.

Ognuno di noi ha paure differenti, tanto che spesso le paure degli altri ci sembrano assurde. Ma come puoi tu avere paura di fare una cosa che a me viene così naturale? L’unica costante è che tutti abbiamo paura di adottare qualche comportamento che ci riesce difficile.


In questo ci viene in soccorso il teatro: a teatro è normale fare le prove, sbagliare, accettare critiche, riprovare. La mia personale esperienza è che fare teatro permetta di raggiungere una sorta di paziente flessibilità, in cui  la difficoltà e l’errore sono visti sotto la luce di un obiettivo da raggiungere che fa passare in secondo piano sofferenza e frustrazione.

Ritengo che nella vita un “atteggiamento teatrale” possa aiutare ognuno di noi a convivere meglio con le inevitabili sofferenze e sconfitte che provare ad essere felici comporta. Già, perché la felicità non è uno stato immutabile che, una volta conquistato, non va più via. La felicità è il frutto di una continua interazione con l’ambiente, tanto vale divenire abili interpreti dei ruoli che via via la vita ci propone..


Per queste ragioni amo associare il teatro e la psicoterapia, e utilizzare tecniche di drammatizzazione durante i laboratori, per migliorare l'efficacia dei lavori di evoluzione personale.


“Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Fallisci ancora. Fallisci meglio.” (S. Beckett)

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